Cerco i tuoi occhi ma non li trovo, mi consolo nella mia povera testa straziata.Uno sguardo, poi le mie mani attorno ai tuoi fianchi, un piccolo gemito del cuore.
Gli occhi si socchiudono, come ansimanti, le nostre labbra si spalancano. Sei mia. Mia, di nessun altro, di nessun idiota perdente.E non ti sentire in colpa, prendilo come un regalo.Tutto ciò è quel che definiamo immorale, sbagliato, ma ci sentiamo di farlo. Perchè negarci a vicenda? So che lo vuoi, lo leggo nei tuoi occhi e nel modo in cui mi spingo a forza nel tuo cuore, mi lasci fare.Povera la mia testa straziata.
Scagliate la prima pietra che io non ne possiedo alcuna
Buongiorno mondo.Come va? Tutto bene?
Io no, non sto affatto bene, ma non è quel dolore a inghiottire un pezzo di pane o quel raffreddore fastidioso a farmi star male, non è una mia prerogativa quella di soffrire per motivi fisici. No, soffro nella mente, soffro nel cuore, nel respiro, nell'essere cosciente di quel che mi sta accadendo.
Proprio quello, concepire quest'ultimo taglia le mie carni, le mie fibre, i miei nervi, i miei tendini, i miei polsi. Taglia i miei fili di certezze, taglia quello di cui non avrei mai dubitato. Taglia come un rasoio affilato, come il suono taglia il silenzio, come l'accetta taglia i nodi legnosi dei tronchi.La mia mente precipita, decolla, precipita di nuovo, in un continuo ripetersi all'infinito delle stesse azioni, come una routine inaspettata.
Il caos, quello puro e più buio, quello che cerchi il sabato sera nei fondi di piccoli bicchieri, che cerchi davanti al muoversi delle foglie tra gli alberi e tra le stelle della notte, è l'unico mio obiettivo.Sogno di chitarre rotte, di cadute senza fine dalla cima di una montagna, di esplosioni all'interno della mia camera, di violenze carnali, di stupri, di katane e di arti tranciati come spicchi di mela.
Buongiorno mondo, sono le 3 e mezzo del pomeriggio e solo ora la mia lurida mente si è svegliata. Buongiorno.
28/8/2010
Divagazioni di vario genere
Mi accorgo solo ora di aver scritto nient'altro che piccoli pensieri sparsi per le mie remote zone della testa.
Nulla di personale, cari racconti/romanzi, è che non sono nato per continuare qualcosa ad oltranza, tutto cambia, DEVE cambiare. Quel piccolo istinto di soppravivenza alla routine quotidiana. Mi chiedo che futuro potrò avere nella nostra società.
Continuare ad ingannarsi, sporgersi sulla terrazza della libertà per poi chiudere la vetrata e tornare sul divano. Osservami, o povero uomo incatenato, guardami, pensami, liberami in casa tua e nei tuoi neuroni. La tua vita sarà così semplice con me, Io, Tutto e Niente, Tuo Unico Dio e Unica Divinità Schermo Assoluto. Il Grande Fratello in confronto è una democrazia.
Voglio farvi bruciare dal primo all'ultimo.
Divagazioni, nient'altro che divagazioni.
29/8/2010
Chewbecca
Sono il primo a dubitare di quel che ho davanti agli occhi.
Alto 2 metri e 28, occhi marroni, Chewbecca, curiosamente dal pelo bianco, immenso nella sua animale grandezza.
-Senti, dico sul serio, prendi quella disgustosa merda che chiami vodka e andiamocene a casa, ho parecchio sonno e domani sarà un bel casino-
Trattengo a stento la mascella al resto della testa. Sono seduto su una comoda poltrona di pelle rossa e impugno nella mano sinistra una bottiglia da un litro di Keglevich liscia. Tra me e Chewie c'è solo un tavolino di vetro chiaro tagliato molto sottile, intorno un bianco deserto ed una fiat 500 impolverata. Tasto la poltrona, la maglietta che indosso, la sabbia sotto ai piedi, il tavolino su cui sono accatastate delle riviste porno...."AstroSeghe", "Maiale da Coruscant",...ma che...
-Bello ho detto che è ora di sbrigarsi, non ho tempo da perdere, alza il culo o sarai costretto a prenderti una bella cinghiata in stomaco- Mi solleva a mezz'aria e dopo aver aperto la portiera mi butta violentemente contro il sedile.
-Così impari testa di cazzo, quante volte t'ho detto di finirla con la Keglevich? Dannazione, dammi una sigaretta!-
Frugo in tasca. Ho una sigaretta. Ho dei pantaloni. Ma che....
Sono a bordo di una 500 con un Chewbecca albino alla guida in mezzo al deserto. Grandioso.
31/8/2010
Penombra
Il tempo dello scatto tra il grilletto e il proiettile
il tempo di una vita davanti gli occhi
Ambiamo alla penombra della Luna
Chi sono io per dirtelo?
Conosciamo i nostri limiti
conosci il tuo corpo
che altro chiedi?
Null'altro che la penombra
Conosci il tuo corpo
conosci i tuoi limiti
che altro chiedi?
Null'altro che la penombra, merda
Perchè insistere?
Merda
Perchè affaticarsi tanto?
Merda
Cosa sei?
Merda
Bang!
6/9/2010
Giullari
Non ho assolutamente più voglia di fare ironia, non ne ho la forza nè la faccia da culo.
Sono semplicemente molto stanco, come devo spiegarvelo? Sembra che se non ti calchi in viso quella simpatica espressione da ebete per uno solo giorno, la felicità del resto del mondo dipenda dal tuo piccolo e stupido gesto, tua antipatia, tuo egoismo.
Anche i giullari hanno le loro giornate-no, anzi, sono tutt'altro che felici.
Il sorriso diventa routine, la magia della spontaneità svanisce.
Piangete giullari, un giorno forse le cose cambieranno.
10/10/2010
Nightfall coffee
Seduto sulla sua comoda sedia a dondolo, Jack contempla il mondo fuori. O quel che ne resta.
Jack beve lo stesso caffè di ieri, indossa le stesse ciabatte, gli stessi pantaloncini da casa e la sua sedia è quella su cui si è seduto ieri.
Jack non esiste più.
Jack ride e si fa beffe del crepuscolo, sorseggiando il suo caffè sul terrazzo a contemplare il mondo che un tempo era suo.
Jack è caduto e non si rialzerà mai più.
21/11/2010
Così cadde il tuo sguardo sulla neve
Mi dicono che la neve non cade sempre come coriandoli a Carnevale, ed hanno ragione.
A volte cade come ghiaccio, altre volte come lame di rasoio.
Com'è freddo questo schermo.
Nascosta nel tuo piccolo guscio d'argento, a contemplare giorni passati, sorrisi e carezze.
Bastò poco per riportarti alla realtà.
Così cadde il tuo sguardo sulla neve.
27/11/2010
Porca miseria se sono peggiorato col tempo.......
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