lunedì 17 ottobre 2011

Buffo, ti amo. (Dell'Amore Sincero-Capitolo II)

Oh se ne avrei di cose da raccontare.
Di come mi perdo nei tuoi occhi e nel tuo viso, di come mi perdo nella tua bocca e nel tuo corpo, contemplandoti, tastandoti, sentendoti come brividi lungo la schiena, nuda, io nudo, come questo enorme, gigantesco, infinito universo ci ha fatti, come questo amore ci ha resi.
Buffo, scrivo solo dopo qualcosa di eclatante. Le nostre serate tragiche sono qualsiasi di simile, e sai perchè? Perchè mi rendo terribilmente conto di essere disgustosamente fragile e dipendente dal tuo amore, perchè ti difendo come la mia patria, il mio cuore, la mia vita, la mia anima, il mio dono più prezioso, la mia creazione perfetta, la massima espressione del mio successo, e finiamo sempre col renderci conto che Nulla e Nessuno sono davvero capaci di allontanarci.

Buffo, ottengono il risultato opposto. Non è come prima, non è come con le altre, i problemi non logorano, sono banali, patetici, birilli. Noi ballando, stretti insieme, li evitiamo, senza perderci di vista.
Sei bella, troppo bella per evitare gli sguardi degli altri, e allora? Tu guardi solo me, ed è questo a bastarmi.
Le altre mi guardano, (sai che sono troppo modesto, per modo di dire, per definirmi bello) e allora? Io guardo solo te, ed è questo a bastarti.

Buffo, lo vedi il mio sorriso? Ti rendi conto che non riesco davvero a togliermelo dalla faccia da quando ti ho rivista sabato? Possibile? La mia migliore amica mi sta abbandonando, problemi su problemi, preoccupazioni su preoccupazioni, e sorrido. Ma cosa mi hai fatto? Come hai fatto a rendermi l'uomo sicuro, forte, dannatamente convinto di poter vincere tutto e tutti nel tuo nome, forse anche stupidamente, ma che si batterebbe sempre per te, anche contro il cielo e il cosmo?

Quanto ti amo, ma quanto.

giovedì 6 ottobre 2011

Web of Life (Della Notte-Capitolo X)

Verrà la morte ed avrà una pistola fumante in mano.

Sono passati più di 3 anni da quel triste, squallido giorno.
Qual'è la verità su di noi? Chi è la vittima, chi è il carnefice? Chi dei due è un fallimento della società? Non potremmo semplicemente essere entrambi?
Avanti Nemesi, impugna la tua macchina di morte e premi quel grilletto, è così facile e la vendetta è tanto, tanto bella.
La vendetta è il più grande dono di Dio all'uomo, perchè non siamo altro che male, dolore e sangue. Bevetene tutti, vampiri, mangiatene tutti, zombie, disse il figlio del Signore.

Il tempo che passa tra lo scatto del proiettile e la fine di 18 anni di esistenza, amico. Il tempo esatto che intercorre tra uno sguardo e la comprensione di chi, di cosa abbiamo guardato, lo spettro di un passato che non vuole morire.
I secondi passano lenti, il sangue gela nelle vene, gli occhi si spalancano: ecco la bestia.
Avanti bestia, impugna la tua arma, aspetto il tuo ritorno da quell'ultimo incontro, da quello sguardo di rabbia e di sfida.
Mi sono preparato in questi anni, sono più forte, sono più veloce, sono più sereno, sono migliore. Avanti, avanti bestia, colpiscimi, voglio vedere chi è davvero il più forte.

Come quando i titani si scontrano, come quando i pianeti collidono, facciamo tremare l'universo, possano i nostri pugni, le nostre lame, i nostri proiettili bucare le dimensioni, possano gli angeli e i demoni delle nostre anime bruciare la Terra.

"Che ne pensi della mia barba?"
"Devo dirlo, sembri un tantino Gesù Cristo, ma spiritualmente sei l'esatto opposto....cazzo, sei l'Anticristo!"

martedì 6 settembre 2011

Un nuovo splendido inizio. Dell'Amore Sincero - Capitolo I

Wow. Cioè insomma. Wow.
La vita è una gran bella giostra, penso fumando la mia sigaretta davanti al mare.
Sono le 4 di notte, indosso una camicia blu sporca di sabbia e Long John, una cravatta nera legata male e un paio di mutande a righe.
E piango, come un bambino. Piango ripensando a tutto quello che ho vissuto per due mesi di fila. All'amore sincero che ho trovato in questo luogo, alle amicizie, alla vita. A quello che non potrò più vivere per un altro anno.

"Un momento, ma ci siamo persi qualcosa?"
REWIND: <<<<<<<<<<-

Già, miei disinteressati lettori, vi siete decisamente persi qualcosa.
Sono partito da Milano esattamente il giorno in cui ho scritto il mio ultimo intervento su questo piccolo, insignificante, buco della Grande Rete. Con una post-sbronza da sconvolgere un cavallo e gli AC/DC nelle cuffie mi sono lasciato alle spalle tutta quella malinconia, quella vita squallida e angosciosa che mi portavo dietro da mesi, augurandomi 60 giorni diversi.
Così è stato: ho una nuova musa, ma stavolta sono definitivamente il suo poeta, il suo ritrattista, il suo cavaliere ufficiale. Ho nuove iniziali nel cuore, nuovi occhi da sognare quando sono da solo, quando non la ho al mio fianco.
Quant'è bello e semplice e grandiosamente meraviglioso l'amore.
Quant'è banale scrivere di un amore felice, mi sento come una bimbominkia, però........però dovevo insomma.
Perchè deprimersi e basta? Perchè non godersi le gioie della vita? Da quando la felicità è banale, da quando la gioia è scontata? Basta guardarsi intorno per capire che ormai è un'eccezione, viviamo in tempi molto bui.
Questa che vivo è un'emozione più grande di me.
Questo è solo l'inizio di un gran bel libro di cui per ora non voglio sapere il finale.

sabato 2 luglio 2011

Something older, parte seconda (Della Notte- Capitolo VIII)

Povera la mia testa straziata

Cerco i tuoi occhi ma non li trovo, mi consolo nella mia povera testa straziata.Uno sguardo, poi le mie mani attorno ai tuoi fianchi, un piccolo gemito del cuore.

Gli occhi si socchiudono, come ansimanti, le nostre labbra si spalancano. Sei mia. Mia, di nessun altro, di nessun idiota perdente.E non ti sentire in colpa, prendilo come un regalo.Tutto ciò è quel che definiamo immorale, sbagliato, ma ci sentiamo di farlo. Perchè negarci a vicenda? So che lo vuoi, lo leggo nei tuoi occhi e nel modo in cui mi spingo a forza nel tuo cuore, mi lasci fare.Povera la mia testa straziata.


Scagliate la prima pietra che io non ne possiedo alcuna

Buongiorno mondo.Come va? Tutto bene?

Io no, non sto affatto bene, ma non è quel dolore a inghiottire un pezzo di pane o quel raffreddore fastidioso a farmi star male, non è una mia prerogativa quella di soffrire per motivi fisici. No, soffro nella mente, soffro nel cuore, nel respiro, nell'essere cosciente di quel che mi sta accadendo.

Proprio quello, concepire quest'ultimo taglia le mie carni, le mie fibre, i miei nervi, i miei tendini, i miei polsi. Taglia i miei fili di certezze, taglia quello di cui non avrei mai dubitato. Taglia come un rasoio affilato, come il suono taglia il silenzio, come l'accetta taglia i nodi legnosi dei tronchi.La mia mente precipita, decolla, precipita di nuovo, in un continuo ripetersi all'infinito delle stesse azioni, come una routine inaspettata.

Il caos, quello puro e più buio, quello che cerchi il sabato sera nei fondi di piccoli bicchieri, che cerchi davanti al muoversi delle foglie tra gli alberi e tra le stelle della notte, è l'unico mio obiettivo.Sogno di chitarre rotte, di cadute senza fine dalla cima di una montagna, di esplosioni all'interno della mia camera, di violenze carnali, di stupri, di katane e di arti tranciati come spicchi di mela.

Buongiorno mondo, sono le 3 e mezzo del pomeriggio e solo ora la mia lurida mente si è svegliata. Buongiorno.

28/8/2010


Divagazioni di vario genere

Mi accorgo solo ora di aver scritto nient'altro che piccoli pensieri sparsi per le mie remote zone della testa.

Nulla di personale, cari racconti/romanzi, è che non sono nato per continuare qualcosa ad oltranza, tutto cambia, DEVE cambiare. Quel piccolo istinto di soppravivenza alla routine quotidiana. Mi chiedo che futuro potrò avere nella nostra società.

Continuare ad ingannarsi, sporgersi sulla terrazza della libertà per poi chiudere la vetrata e tornare sul divano. Osservami, o povero uomo incatenato, guardami, pensami, liberami in casa tua e nei tuoi neuroni. La tua vita sarà così semplice con me, Io, Tutto e Niente, Tuo Unico Dio e Unica Divinità Schermo Assoluto. Il Grande Fratello in confronto è una democrazia.

Voglio farvi bruciare dal primo all'ultimo.

Divagazioni, nient'altro che divagazioni.

29/8/2010

Chewbecca

Sono il primo a dubitare di quel che ho davanti agli occhi.

Alto 2 metri e 28, occhi marroni, Chewbecca, curiosamente dal pelo bianco, immenso nella sua animale grandezza.

-Senti, dico sul serio, prendi quella disgustosa merda che chiami vodka e andiamocene a casa, ho parecchio sonno e domani sarà un bel casino-

Trattengo a stento la mascella al resto della testa. Sono seduto su una comoda poltrona di pelle rossa e impugno nella mano sinistra una bottiglia da un litro di Keglevich liscia. Tra me e Chewie c'è solo un tavolino di vetro chiaro tagliato molto sottile, intorno un bianco deserto ed una fiat 500 impolverata. Tasto la poltrona, la maglietta che indosso, la sabbia sotto ai piedi, il tavolino su cui sono accatastate delle riviste porno...."AstroSeghe", "Maiale da Coruscant",...ma che...

-Bello ho detto che è ora di sbrigarsi, non ho tempo da perdere, alza il culo o sarai costretto a prenderti una bella cinghiata in stomaco- Mi solleva a mezz'aria e dopo aver aperto la portiera mi butta violentemente contro il sedile.

-Così impari testa di cazzo, quante volte t'ho detto di finirla con la Keglevich? Dannazione, dammi una sigaretta!-

Frugo in tasca. Ho una sigaretta. Ho dei pantaloni. Ma che....

Sono a bordo di una 500 con un Chewbecca albino alla guida in mezzo al deserto. Grandioso.

31/8/2010

Penombra

Il tempo dello scatto tra il grilletto e il proiettile

il tempo di una vita davanti gli occhi

Ambiamo alla penombra della Luna

Chi sono io per dirtelo?

Conosciamo i nostri limiti

conosci il tuo corpo

che altro chiedi?

Null'altro che la penombra

Conosci il tuo corpo

conosci i tuoi limiti

che altro chiedi?

Null'altro che la penombra, merda

Perchè insistere?

Merda

Perchè affaticarsi tanto?

Merda

Cosa sei?

Merda

Bang!

6/9/2010


Giullari

Non ho assolutamente più voglia di fare ironia, non ne ho la forza nè la faccia da culo.

Sono semplicemente molto stanco, come devo spiegarvelo? Sembra che se non ti calchi in viso quella simpatica espressione da ebete per uno solo giorno, la felicità del resto del mondo dipenda dal tuo piccolo e stupido gesto, tua antipatia, tuo egoismo.

Anche i giullari hanno le loro giornate-no, anzi, sono tutt'altro che felici.

Il sorriso diventa routine, la magia della spontaneità svanisce.

Piangete giullari, un giorno forse le cose cambieranno.

10/10/2010

Nightfall coffee

Seduto sulla sua comoda sedia a dondolo, Jack contempla il mondo fuori. O quel che ne resta.

Jack beve lo stesso caffè di ieri, indossa le stesse ciabatte, gli stessi pantaloncini da casa e la sua sedia è quella su cui si è seduto ieri.

Jack non esiste più.

Jack ride e si fa beffe del crepuscolo, sorseggiando il suo caffè sul terrazzo a contemplare il mondo che un tempo era suo.

Jack è caduto e non si rialzerà mai più.

21/11/2010


Così cadde il tuo sguardo sulla neve

Mi dicono che la neve non cade sempre come coriandoli a Carnevale, ed hanno ragione.

A volte cade come ghiaccio, altre volte come lame di rasoio.

Com'è freddo questo schermo.

Nascosta nel tuo piccolo guscio d'argento, a contemplare giorni passati, sorrisi e carezze.

Bastò poco per riportarti alla realtà.

Così cadde il tuo sguardo sulla neve.

27/11/2010


Porca miseria se sono peggiorato col tempo.......

Something older, parte prima(Della Notte- Capitolo VIII)

damn shit

il mondo crolla addosso ai più leggeri
chi sono io per dirtelo?
pure e semplice retorica
gli eroi non esistono
il male non esiste
nessuno può salvarci
nessuno può salvarmi
la realtà è che la mancanza di qualcuno
viene sempre colmata dalla presenza di qualcun'altro
e se non hai nessuno?

20/5/09

Live your life

Sono le otto di sera più o meno, la mia camicia è sgualcita e la felpa bagnata. Ha piovuto qualche ora prima ma adesso il cielo, per quanto non possa ancora vederlo, è limpido e di un colore tra il celeste e l'arancio. Scendo dal vagone della metro, Famagosta, M2. L'autogrill ha chiuso da un pezzo e l'edicola sta per fare lo stesso. Lo spazio tra le scale e i cancelli della metro è occupato perlopiù da bancarelle di ambulanti africani o cinesi, bambini filippini con le proprie madri e una ragazza, 17/18 anni al massimo, sudamericana probabilmente, vestita solo di una maglietta leggera e dei pantaloncini cortissimi che lasciano intravedere le gambe nude, pronta a vendersi a chissà chi stanotte.
Mi sposto verso le macchinette in direzione dei parcheggi, non avere l'ipod con me mi costringe ad ascoltare i rumori e i discorsi delle poche persone rimaste in stazione. Un vecchio zingaro, nascosto dietro all'entrata dei parcheggi, seduto per terra, si alza e furiosamente inizia ad inveire parole a vanvera contro il dipendente atm all'interno dell'ufficio. Io come se nulla fosse compro una bottiglietta d'acqua e delle caramelle dal distributore. Camminando con la mia serafica tranquillità passo di fianco a una vecchina. Appoggiata sul fianco sinistro ad un bastone di legno consumato, è vestita con un pesante cappotto e una sciarpa nonostante facciano almeno 22 gradi. Blatera di un condominio, di palazzi che devono essere demoliti e di una certa rete idrica. Sorrido, è la solita vecchia pazza delirante.
"Io ti conosco!"
Mi fermo, è apparentamente rivolta a me: "Prego?", domando incuriosito.
"Ti conosco, so tutto su di te.", mi dice, scrutandomi coi suoi piccoli occhi neri sovrastati dalle folte sopracciglia. "So cosa pensi quando guardi il mondo, pensi sia sbagliato, pensi sia corrotto e sporco, pensi a come questo sistema ti imponga di giudicare, di essere giudicato, di sporcarti come gli altri, di trovarti un lavoro e di sottomerti. Farti la tua bella famigliola con due figli, trovarti una casa, pagare l'affitto e fare la spesa la domenica."
La fisso negli occhi, perso, confuso, perplesso.
"Vivi la tua vita, vivila fino all'ultimo, al costo di urlare pazzie alle 8 di sera in una stazione della metro a 85 anni".
Una marea di folla si sovrappone alla sua immagine, è appena arrivato il treno e decine di pendolari scattano verso gli ultimi autobus.
Cerco di raggiungerla ma la vecchia è sparita. Rimango con la mia bottiglia d'acqua in mano, la bocca spalancata e la fioca luce neon che va e viene.

16/5/2010

Punti di sospensione

Tutto è cosi fottutamente spaventoso. Dico sul serio, magari sono preso dal contesto, magari sono quei 3 superalcolici che ho trangugiato stasera e quella strana ma simpatica sostanza nelle mie vene. Ma è tutto cosi fottutamente spaventoso. E lo dico mentre torno a casa, per i vialetti di quel paradiso borghese che è il mio paese, fumacchiando quella sigaretta che ho nascosto, volontariamente o meno, nella taschina inutile dei jeans, quella dove dovrebbe andarci l'ipod.
In questo momento un mio amico è buttato su una panchina, strafatto, coi bermuda bagnati di piscio e un cappello da campagna appartenente a una ragazza inglese che probabilmente non vedremo mai più. La luna aiuta a drammatizzare il tutto, bella tonda e rossa, non un rosso troppo acceso, quasi arancione. Seduti sulle panchine piazzate sulla collinetta del campone qualche neo-maggiorenne rasato col giubotto di pelle attillato tira piste di coca. Li noto ma evito di fissarli.
Quindi continuo a camminare ed improvvisamente mi rendo conto di essermi messo le auricolari qualche secondo prima e di stare ascoltando qualcosa di particolarmente tetro, forse i nine inch nails. Mi tolgo le auricolari spaventato e sono davanti al portone. Afferro le chiavi frettolosamente e mi guardo nel riflesso del portone di vetro: la fronte sudata, un ciuffo di capelli particolarmente inarcato verso l'alto, la barba che incomincia a ricrescere e i miei occhi spenti, socchiusi.
Mi tiro una sberla, di quelle forti ed entro, spingendo violentemente la porta e chiudendomela dietro con un calcio. Salgo in ascensore e continuo ad aggiustarmi la faccia, rido di gusto senza apparente motivo.
Ed eccomi a casa.

Questa storia non esiste, questi fatti non sono mai avvenuti e quello che vi ho appena raccontato è puramente frutto della mia immaginazione. Ogni riferimento a qualsiasi persona e/o oggetto è puramente casuale.
O magari no.

31/5/2010

13 years

Di solito non ascolto i testi delle canzoni. Tendo semplicemente a lasciarmi trasportare dalle note, il testo è poco o nulla, specie poi quando si tratta di canzoni di un certo genere. Questa settimana, oggi, no. Mi appendo ai testi delle canzoni, come scalassi le varie righe dello spartito per arrivare alla cima. Mi ci appendo per trovare qualcosa, o meglio, qualcuno, oppure solo per crogiolarmi nel sentimento e buttarmi per terra, passivo, a fissare il soffitto e pensare a come sia incredibile che qualcuno dall'altra parte del mondo abbia provato la mia stessa identica emozione, abbia passato la mia stessa situazione. Si, è un pò una sorta di terapia di gruppo immaginaria. Ormai mi sono rimasti solo i testi delle canzoni, per il resto sono totalmente solo.
Non mi capita da molto, sembra di avere ancora 13 anni, quando mi domandavo le origini del mondo, quando cambiavo improvvisamente umore, quando tutta una giornata poteva dipendere da una sola ragazza, da una carezza, uno sguardo, un sorriso, un bacio. E continuo a crogiolarmi nel sentimento, buttato per terra, a fissare il soffitto, a pensare al testo di una stupida canzone, a pensare a te.
Salve, sono Enrico, faccio la terza media e ho 13 anni

8/7/2010

Cronache di banalità quotidiane

Con il lenzuolo più per terra che sul mio corpo, la bocca impastata e semi-nudo, più che un risveglio sembra una scena dalla passione di cristo. Sono le 10 e 24, curiosamente credo d'essermi svegliato prima del previsto, il dormiveglia incessante sembrava suggerirmi almeno il doppio. Vado a pisciare, mi metto una maglietta e dei pantaloncini e vedo di prepararmi la colazione, mentre sul tavolo della cucina riposa intonsa una copia della Repubblica di oggi, con sopra un biglietto "non torno per pranzo, c'è del melone e prosciutto in frigo". Mentre mi preparo il caffè e mi rollo un drum per dopo, sfoglio il giornale, per poi richiuderlo alla terza pagina, troppo sonno e troppa poca lucidità per leggere la scintillante merda del mondo. Finito il caffè vado in terrazza a fumare: degli operai continuano gli infiniti lavori di ristrutturazione nel palazzo davanti al mio e uno di loro mi saluta. Ricambio con un sorriso di convenienza. Ho già involontariamente buttato via mezz'ora, così decido di studiare un pò di spagnolo. Un banale tentativo, dato che dopo meno di 40 minuti mi scazzo e accendo la tv.

Metto su mtv un pò di musica a caso, mentre faccio flessioni e fingo di ascoltare i problemi di mia nonna al telefono. Intanto sullo schermo appare il video di una boyband, credo i broken qualcosa, dove i protagonisti si trovano in una macchina rossa americana a cantare parole sdolcinate. Contemplo la macchina, poi passo il tempo fino alle 12 guardando video e fumando. Mangio del prosciutto, evito il melone, in un'altra occasione probabilmente mi sarei preparato qualcosa di meglio con le mie mani. Mi faccio un altro caffè e mi svacco sul letto a leggere un libro iniziato giorni fa, gli articoli letterari sulla Repubblica, Jack di 2 mesi fa e un fumetto dell'uomo ragno di quando andavo in prima media. Bevo tè verde della san benedetto, ascolto i rise against e ogni tanto penso a te.

Passate più o meno 2 ore di assoluta noia torna mio padre in grande anticipo con i sacchi della spesa. Mentre mi chiedo in quanto poco tempo sia riuscito a comprare quei tre sacchi pieni di cibarie e detersivi, svuoto le borse e ripongo i surgelati in freezer. Passo più o meno un quarto d'ora al computer, poi finalmente riesco ad organizzarmi per uscire. Mi dico che è ora di farsi una doccia e noto con piacere che mio padre ha comprato il mio shampoo preferito. Alle sei e mezzo, ora per cui dovevo essere al punto di ritrovo, esco di casa. Arrivo con un abbondante ritardo di un quarto d'ora, da quel momento la mia banalità quotidiana è interrotta.

Ora sono le 21:09, questa nota è di una noia mortale, proprio come lo è la mia banalità quotidiana. Sono e siamo sopratutto questo, non solo esperienze al limite del surreale o avvenimenti cosmici del nostro io, solo banalità.

26/7/2010

Nulla da dire

Non ho molto da dire, in realtà. Anzi, non ho praticamente nulla da dire. Nessuno ha qualcosa da dire ormai, o almeno nulla di così importante. L'ultima persona che abbia detto qualcosa di importante per l'uomo è stata Gesù. Duemila e dieci anni fa circa. Non che creda in Dio o tantomeno nel cristianesimo, però a parere mio Gesù è stato un importantissimo filosofo, tralasciando quelle stronzate dei miracoli.
Ho sete. Mi fanno male gli occhi e vorrei una sigaretta. Vorrei anche un aereo su cui salire e con cui precipitare su qualche isola deserta o meglio in un enorme pozzo senza fondo. Rimanere sospeso in aria per l'eternità in attesa di schiantarmi al suolo. Credo che dopo un certo periodo, inizierei a farci l'abitudine. Prendere il tè sospeso per aria, pisciare, mangiare, dormire. Tutto ciò suona schifosamente ridicolo, eppure l'idea mi attira.
Bhe non avevo nulla da dire.

2/8/2010

Colui che sparò al tenero batuffolo

Sono le 4 del mattino e il sottoscritto come al solito perde tempo a leggere. Lo so, lo so, tra meno di 3 ore mi dovrò svegliare per studiare, ma poco importa, anche il sonno è relativo. Perdere ore e ore a sognare, cosa c'è di peggio? Abbiamo così poco tempo, sprecarlo inutilmente è stupido. La lettura è quasi prostituzione, vendere la propria anima al diavolo in cambio di poche righe. Già, in fondo c'è chi vende l'anima per poche righe di bella e soffice polvere d'ali d'angelo e chi per poche righe d'inchiostro, anche se ora come ora non so chi sia messo peggio.

Sono le 5 del mattino e sto dormendo profondamente. Ho un incubo ricorrente: un simpatico batuffolo di lana parlante mi chiede di ucciderlo.
-Ucciderti? E perchè mai dovrei farlo?-
-Uccidimi e basta, salvo struccare vecchie donne, la mia vita non ha uno scopo-
-Ho una certa morale Signor Batuffolo, non credo sarei capace di uccidere una qualsiasi creatura parlante-
-Ah no? Che ne dici di tutte le persone a cui hai promesso e a cui non hai dato?-
-Signor Batuffolo, sono cavoli miei, lei continui a pensare alle sue turbe quotidiane-
-E allora sbrigati, dannato, sbrigati ad uccidermi!-
-Come si uccide un batuffolo? Mi creda, non è facile ragionarci sopra. Non ha un'anatomia, non so neppure da dove parla!-
-Tu fallo e basta!-
-Non le garantisco nulla, sono parecchio stanco...-

Sono le 6 del mattino e sono sveglio. Non vi dirò se ho ucciso quel simpatico batuffolo di lana o meno.
Non vi dirò neppure se sono tornato a dormire, posso solo dirvi di guardarvi bene dai batuffoli di lana parlanti. Non vorreste trovarvi all'Inferno, vero?


Esattamente, ho ucciso il batuffolo parlante.
Le ipotesi sono tre:
1. spiattellare al mondo intero il mio sporco crimine
2. costituirmi alla polizia
3. continuare come se niente fosse
Credetemi, non è facile. Uccidere è disgustoso, uccidere un tenero e innocente batuffolo lo è ancora di più. Mi guardo intorno e vedo tante coscienze sporche, uomini che puliscono sangue e cenere sparsi sui propri pavimenti, uomini che mentono.
Per carità, sono sempre stato un bugiardo, è patologico, fin da quando ho messo piede sul pianeta Terra ho iniziato a mentire. Ma stavolta no, non intendo farlo. Forse non è senso di colpa, forse è orgoglio. Si, ho ucciso un tenero batuffolo di lana, IO, io l'ho ucciso, egl'io, la mia persona. Un modo per dimostrare la mia esistenza. Ho sempre perseguito questa strada, gli egocentrici dietro lo schermo possono capirmi.
Deciso, opto per la prima soluzione. Sono stato IO, rinchiudeteMI, incarcerateMI, IO, IO soltanto.
Così prendo la bici, nel cuore della notte. Gli alberi sembrano sorridermi, un uomo nel proprio giardino tenuto all'inglese sembra sorridermi, i cestini dell'immondizia vuoti sembrano sorridermi, la scritta STOP in maiuscolo, in grandi bianche lettere, sembra deformarsi in uno smile.
I fari della macchina che mi viene incontro sembrano sorridermi, e io mi lascio ingannare, sorrido. Troppa gioia, troppa consapevolezza di esistere.
Un attimo. Tremiti. Il mio corpo schizza via per decine di metri, IO cesso di esistere. Chi troppo vuole nulla stringe.

10/8/2010

Farò una parte seconda.

lunedì 27 giugno 2011

Something Good (Della Notte-Capitolo VII)

3.2.1.
Go.

Per una volta non voglio scrivere di lei.
Bè ho appena fallito con la frase qui sopra.
E corre nei meandri di quel cazzutissimo quartiere residenziale Jack, alle 11 di notte il lunedì.
A volte ha solo bisogno di scendere di casa, farsi un pò di corsa, riflettere e fumare sotto le stelle.

Sociopatico.

Quanto schiacciano i timpani quelle cuffie, eh Jack?
Pace interiore, ci avete mai pensato?
(D)istruzioni per l'uso:
-prendete un paio di pantaloncini comodi e le vostre scarpe di ginnastica
-fatevi una playlist energica
-portatevi le sigarette, il drum, quello che vi pare, una bibita
-lasciate il telefono a casa, si fottano.

Quante stelle stanotte, eh Jack?
Forse un giorno farò l'insegnante. Senza modestia, credo mi piacerebbe insegnare qualcosa a qualcuno.
Forse un giorno brucerò i governi e guiderò i popoli alle ville dei banchieri, alle industrie d'armi, alle case farmaceutiche.
Forse un giorno farò lo spazzacamino o il pittore a Parigi.
Forse un giorno starò insieme a lei.
L'avevo detto che sarebbe stato un fallimento, signori miei.

giovedì 23 giugno 2011

About a Girl (Della Notte-Capitolo VI)

"Davvero, mi riempi di complimenti" dice scherzando.
"Oh Ale lo sai che ti stimo col cuore. Io ti amo." dico scherzando.
L'autobus è fermo e l'assordante silenzio dell'aria fuori domina l'ambiente.
So di non scherzare.
Sa che non scherzo.

è buffo, insomma, sempre più buffo. Basta con questa maschera da pagliaccio. Avrò mai il coraggio di togliermela?
"Sono Batman, sai?"
"Nella grecia classica sarei stato un messaggero"
"Hitler aveva ragione."

C'era Jack 1 anno e mezzo fa, ora c'è un altro Jack. Ma come hai fatto a cambiarmi così tanto, a rendermi tanto fragile e insicuro, tanto falso, tanto ingenuo, tanto sognatore?
Tutto sommato devo ringraziarti, credo di essere cresciuto. Non è mai troppo tardi per capire che determinati sogni vivranno per sempre, anche se impossibili da realizzare.
Tutto sommato, pochi e disinteressati lettori, dovete ringraziare lei se quel che scrivo vi piace.
Chiunque impugni una matita e decida di scrivere lo fa perchè è innamorato.
Alcuni sono innamorati della storia e ne raccontano i dettagli; altri sono innamorati della propria fantasia, e dipingono con il loro pennello meravigliosi mondi immaginari; altri ancora sono innamorati della giustizia, della libertà, della verità, e sfidano i potenti sui giornali.
Io sono banalmente innamorato di una ragazza e per lei scrivo. Forse un giorno leggerà, forse no.
Avete presente quelle matite col gommino? Ecco, io il gommino non ce l'ho, e anche l'avessi non servirebbe a nulla, perchè le sue iniziali, marchiate a fuco sul mio cuore, sono indelebili.
Mi riduco a ricalcarle con la matita, ogni giorno, ogni sacro santa volta che la impugno e scrivo.
Ah Jack, sei il Petrarca dei poveri. Morirai dietro alla tua L'Aura, donna di un altro uomo, guardandola crescere con lui, desiderandola fino alla tua triste fine, solo, probabilmente ubriaco, fallito.
Maledetta codardia.
Avete mai voluto percorrere il mondo in bici? Perdervi nelle foreste e nelle paludi dell'Amazzonia, guardare il cosmo dalla vetta dell'Himalaya, piangere davanti a un tramonto sull'oceano.

"Oh Ale lo sai che ti stimo col cuore. Io ti amo."
Scherzando si dice tutto, anche la verità.

lunedì 20 giugno 2011

Dream is Collapsing (Della Notte - Capitolo V)

-6 minuti e 54 secondi
"Non è che tutto sommato stia così male.
Cioè bè, non mi butterei dal terrazzo, ecco. Per il resto è tutto ok."

Hai circa 7 minuti per non rimanere tutta la notte in piazzale Abbiategrasso, Jack, vedi di pregare qualsiasi divinità esistente al posto di piangerti addosso.
Questo vecchio vagone della verde fa schifo, e detto fra noi anche tu.
Prova a guardarti nel riflesso della porta scorrevole, Jack, prova a farlo ancora una volta.
Cosa vedi?

"Vedo occhi spenti e strabici; vedo la fronte sudata e i capelli scomposti; vedo una macchia di vodka alla pesca sul colletto della camicia; vedo le mie pupille sparire sotto il peso della delusione."

-5 minuti e 15 secondi
-PORTA GENOVA. FERMATA PORTA GENOVA: TRENO PER ABBIATEGRASSO-
"Andiamo, ho 5 minuti, sono 3 fermate, vuoi che non ce la faccia?"
Bravo, fai lo spaccone Jack, continua a non curarti di quello che ti sta capitando.
"Scusa, Ego, ho altro a cui pensare. Tipo a lei, e alle mie insufficienze, e a quel fallimento che sta diventando la mia vita."

-4 minuti e 3 secondi
-ROMOLO. FERMATA ROMOLO: TRENO PER ABBIATEGRASSO-
"Meno due brutto stronzo, che ti dicevo? Andata!"
Quanto vorrei picchiarti Jack, davvero. Il vagone è anche vuoto, non è così inverosimile l'idea di un ragazzo che si prende a ceffoni da solo.
"Piantale Ego, e lasciami piangere in pace, non vedo che è la stesso ora di prima?"

-2 minuti e 10 secondi
Perchè non parte??? Cazzo, sei un idiota Jack, hai portato sfiga. Cazzo, CAZZO.
"Ehm si....effettivamente....bè, ce la faremo a piedi."
Ma sono chilometri!!! Nei peggiori quartieri di Sud-Milano!!! E sei ubriaco.
"Non sono ubriaco, sono....sono solo vagamente indecente. Cos'è la decenza al giorno d'oggi? Il mio presidente paga quelle che potrebbero essere sue nipoti per scopare; combattiamo guerre e uccidiamo per guadagnare pezzi di carta e litri di liquido nero.
Cos'è la decenza?? Dimmelo Ego, se ne sei capace."

-35 secondi
Corri cazzo, CORRI, CORRI!

"Beh visto, alla fine ce l'abbiamo fatta! Che ti dicevo?"

L'autista impugna un revolver.
-22 millesimi di secondo
"Non è che tutto sommato stia così male.
Cioè bè, non mi butterei dal terrazzo, ecco. Per il resto è tutto ok."

L'autista fissa il cadavere di Jack, il suo cervello sugli scalini, gli occhi sull'obliteratore automatico.
"Benvenuto sul pianeta Terra ragazzo".

venerdì 17 giugno 2011

Hatefuck (Della Notte-Capitolo IV)

Tutto sommato determinate sere capitano a tutti.
Tipo che bevi talmente tanto da elogiare un cestino (non scherzo) e ti ritrovi alle 3 di notte, su Rete4, in pigiama, a guardare un melanconico film di Verdone, a disegnare una ragazza coi capelli rossi davanti al mare.
Bah....tipo che ora ci piazzo un pianeta viola/verde che sparisce all'orizzonte.
Verdone continua a inseguire la sua Iris Blond, anche in stazione a Parigi.
Chissà, forse dovrei farlo anchio.
Termina il film, voglio imprecare.
Sapete che a Milano, vicino Vetra, ci sono dei coniglietti la notte?
Davvero, poche ore fa ne ho visto uno.
Domattina sarà tutto così ridicolo.......

giovedì 9 giugno 2011

Cereal Guy V.2.0 (Della Notte-Capitolo III)

Giorno, notte, notte, giorno, giorno, notte, notte, notte.
Stupide convenzioni temporali, viviamo su una roccia gigante che galleggia nello spazio e dobbiamo preoccuparci di quando dobbiamo lavorare e quando dobbiamo dormire?

Voglio costruire una ghigliottina gigante e decapitarci tutti i santi.

Non ha più senso svegliarsi senza il tuo pensiero mentre faccio colazione, ogni giorno il mio primo passo sulla terra mi ricorda che tu non sei mia.

Voglio comprare un mitra e fucilare tutti i presidenti e i ministri, uno per uno, in fila.

E pregheremo perchè Dio non esista, non potrà punirci.
La luce soffusa che filtra dalla cucina ricorda a Jack che suo padre sta preparando qualcosa da mangiare, ma non ha decisamente fame nè voglia. Le ombre sono sfaticate, stance, segnate da una giornata pesante.
Jack tutto sommato avrebbe voglia di latte e cereali, ma in fondo non importa.
Sta diventando una schifosa, maniacale ossessione. E tutto sommato dovrei darmi una regolata perchè non sono un malato di mente, insomma, non è quello che voglio essere.
Dico, credo di essere una persona tutto sommato sana, con dei principi, normale ecco.
Oh ma non è per nulla vero, sto solo precipitando in un baratro cosmico, violento, folle, sanguinoso.

Voglio stringere la mano ai peggiori dittatori della storia e poi benedire milioni di fedeli.

Boom!

mercoledì 8 giugno 2011

domenica 5 giugno 2011

DeathStar (Della Notte-Capitolo II)

Andiamo, perchè il personaggio più amato di Star Wars è Darth Fener? Perchè siamo ossessionati dagli omicidi, dagli stupri, dai furti? Perchè amiamo pirati, ladri, psicopatici, killer?

Jack incurva la testa.
Jack ha gli occhi rossi e una katana in mano.
Jack brucia le piume insanguinate di un angelo.

Semplicemente perchè hanno il coraggio di fare quello che vorremmo davvero....uccidere la suocere, bruciare l'ufficio, dare in pasto agli squali il capo, squartare a mani nude il cranio del marito fedifrago.

Jack fissa la luna e si toglie le scarpe.
Jack ha le stelle sul cappuccio e la cenere sui piedi.
Il bosco è vuoto e nudo e fradicio e Jack non ha paura di calpestarne i fiori.

Tornando a noi, ognuno ha il suo lato oscuro.
Tornando a noi, voglio vedervi bruciare su un palo.
Tornando a noi, sono una persona ok, non preoccupatevi, anzi, se tutti si sfogassero così invece che a colpi di rivoltella....
Boom.
Buio.

venerdì 3 giugno 2011

777 al Cubo (Della Notte-Capitolo Primo)

Parole, parole, parole, parole, parole.
P-A-R-O-L-E. Graziose alla pronuncia, taglienti come rasoi, scottanti come carboni, soffici come piume, velenose come arsenico, pericolose come assenzio.
E crolla il cielo.
Boom!
Jack ha il peso di un'infinità di costellazioni sulle spalle mentre cammina per il viale alberato.
I lampioni si spengo dietro i suoi passi, attorno a lui solo la tenebra.
Galassie che collassano, pianeti frantumati dal semplice tocco della Supernova, il vuoto come spazio ideale di crescita delle idee e l'illimitato come orrore. Brucia l'Horror Vacui, implode la consapevolezza di essere uomo, esplode l'immensità del conoscibile, di essere Dio.
Boom!
Della-Notte.
Capitolo primo, signori miei.

giovedì 26 maggio 2011

Tragedia (Della Solitudine-Ultimo Capitolo)

Jack è solo un uomo, solo.
Sempre e solamente solo, contro tutti, contro tutto, con 3mila amici su facebook e una vita solitaria e triste in camera sua.
E ora piange sulla superficie a cristalli liquidi lacrime di sconforto e sconfitta, Jack ha perso la sua battaglia, ha perso l'amore, ha perso l'amicizia, ha perso il rispetto e l'onore, ha perso.
Questa era la storia di un banale e comune mortale, non un eroe, non un santo, non un esploratore.
Piangete per lui, perchè lui non ha smesso di farlo per voi.
The
End.

sabato 7 maggio 2011

Freud e Nuvole di Gambero (Della Solitudine-Capitolo VI)

Mai mangiare cibo cinese in abbondanza, condito da champagne a fiumi e torta di compleanno prima di andare a dormire.

Jack cammina tranquillamente per le strade del centro, quando un piccione gli caga in mano.
"Vabbè, siamo a Milano, può capitare".
Altri due passi e una nuova cagata di piccione, stavolta sulla spalla.
"Adesso basta però."
Così si decide ad entrare in classe: ad aspettarlo la prof. di Storia dell'Arte per l'interrogazione sui lanzichenecchi, lui non ha studiato nulla.
Scena muta, il compagno di banco: "Dai Jack, è sempre così, non studi mai niente, poi non ti lamentare se ti ritrovi pieno di debiti!".
"FATTI I CAZZI TUOI!", disse lui, gettandosi a capofitto nel letto.
Parte Phantastica dei Verdena.
Oggi uscirà con (vediamo di trovare un nome finto ma che funzioni bene come espediente) Laura (bella, molto poetico, Petrarca, ecc. ecc.). Però c'è lui, il suo ragazzo.
"Non ti ci devi avvicinare, hai capito?", dice minaccioso.
In autobus il viaggio procede regolare, continua Phantastica dei Verdena.
Ecco che arrivati in metro Laura, desiderosa di scambiare almeno due parole, gli passa un libro di fumetti.
"Oh no Laura, no! Sai che mi piace disegnar-", interrotto da un urto improvviso: era lui, il suo ragazzo, ad averlo colpito violentemente in faccia fino a farlo cadere per terra.
"Ti avevo avvisato, stronzo!" dice, portandosi via Laura, disperata, in lacrime.
Parte Let's go to Bed dei Cure.
"Fede, dici che quel tizio con la felpa azzurra seduto vicino a noi possa essere il ragazzo di Laura?"
"Penso di si".
Jack inizia a picchiare violentemente il malcapitato, colpendolo con ripetuti pugni sul viso, ma non reagisce.
Jack si ritrova il cadavere in mano di uno sconosciuto.
Finisce Let's go to Bed, si illumina la camera.
"Jack, è pronta la colazione, dai che sono già le undici e mezza!".

Ecco, come ho detto prima, MAI mangiare cibo cinese in abbondanza, condito da champagne a fiumi e torta di compleanno prima di andare a dormire.

martedì 3 maggio 2011

Il Cielo crolla e non ci interessa (Della Solitudine-Capitolo V)

Milano è troppo sporca, anche dove l'amsa passa 6 volte al giorno e nei palazzi del centro, dove le portinaie salutano ogni mattina l'Onorevole qui e il Dottore là.

Dai che forse sto per scrivere un romanzo, dai che ce la posso fare.
Ma nulla da fare. O almeno, così potrà sembrarvi.
Ed eccomi a discutere di uno dei miei difetti peggiori: l'incapacità di scrivere qualcosa complessivamente lungo e legato da un filo logico.
Che due palle, nemmeno Mishima ha fatto questa fine: è vero, a 16 anni scriveva paginette brevi e, permettetemi di dirlo, manco tutta 'sta gran roba, però a 18 aveva per le mani la capacità di scrivere grandi romanzi d'amore quali "Il Rumore delle Onde".
Cazzo, che bomba quel libro.
Dicevamo?
Ah si.

L'Onorevole DeBorghi, chiuso in ascensore, si aggiustò la cravatta a righe rosse e blu davanti allo specchio. Controllò l'orologio, mancavano proprio 7 minuti all'appuntamento con Mister K.

Nah, ma che porcata. Un thriller? Un Mafia-Book? Un poliziesco? Un giallo?
Come vuoi finire, come quello spazzolino letterario che è Giorgio Faletti? Eh dai, roba da tristissimi sotto-letterati di mezza età.
Vabbè, proviamoci no?

"Buongiorno, Onorevole."
"Buongiorno Silvia, novità?"
"Ha chiamato un certo Mister "Cappa", così almeno ha detto di chiamarsi ne sa qualcosa?"
"Gli dica che lo chiam....". Il fragore delle vetrate che cadono sulla moquette rossa zittì improvvisamente l'Onorevole DeBorghi.
"Ma che diav....". La velocità di una calibro 9 e ora il cervello del Cittadino Modello di Milano si ritrovava spiaccicato su un falso di Monet.

MA ANDIAMO! Ahahahahah ma vorrai scherzare? Basta, ora la finisci, prima di prenderti un ceffone.
Sè, hai ragione.
Meglio farsi un caffè.

venerdì 22 aprile 2011

Phantastica (Della Solitudine-Capitolo IV)

Jack ha i capelli troppo lunghi e la barba di 10 giorni.

Sognavo di fare la rockstar un giorno, ora sogno di vivere decentemente. Ridatemi il 2009, ridatemi i miei 16 anni, ridatemi i miei amici, la mia bici, la mia vita.
Sono perso, perso totalmente in banalità, oggetti futili, parole inutili.
Qual'è il senso effettivo della crescita? Concepire che non è tutto come ce lo raccontano da piccoli, con Dio che ci vuole bene e regali che piovono dal cielo? Non esiste Dio, non esiste nulla, la soggettività, l'amore.
Inizio a dubitare anche di quello, di quel fottutissimo amore.

Questo è il peggior capitolo che abbia mai scritto.
Questi capitoli non li legge nessuno, ma proprio nessuno.

La gloria non ti aiuta a sconfiggere la solitudine. Vorrei bere del caffè ma so di non poterlo fare. Il dentifricio alla menta Mentadent mi ha macchiato i pantaloni, meraviglioso.
Sono lo specchio di un fallimento, quando arriva il ragno radioattivo a mordermi?

Highway to Hell

Credo sia una sorta di ricorrenza.
Ora, vita, se ti sei decisa a prendermi pesantemente per il culo, bè ecco, direi che non è proprio il caso.
Sai com'è, i problemi non mi mancano.
3 i peccati; 3 cifre; 3 donne; 3 donne dai capelli rossi; 3 uomini che non c'entrano NULLA con il mio problema; 3 mesi di sofferenze; 3 le insufficienze 3 anni fa; 3 vite per altre 3 vite per altre 3.
Non datemi del satanista per favore, sono troppo avanti per poter credere in qualsiasi schifosissimo potere occulto/religioso, io sono l'assoluto padrone della mia vita.
Solo il caos.
Curiosità.
Devo partire domattina, chi me lo fa fare?

venerdì 15 aprile 2011

Mi viene in mente il mare.

Mi viene il mente il mare.
Hai presente quelle giornate tristi d'inverno in macchina con tua madre mentre le onde si scagliano violentemente contro gli scogli, conti le goccioline sul finestrino e guardi all'orizzonte.
Forse è sempre stato un pò così il mio inverno, il mio autunno.
Può mai scappare da piangere su una carta d'identità troppo sporca?
Qua dentro muoio, liberatemi.

sabato 9 aprile 2011

Blasphemia (o anche Della Solitudine Capitolo III)

Jack si pulisce il viso e scorge sulle mani le sue stigmate.
Jack ha bevuto, è vagamente ubriaco.

You get me closer to God.

Così recitano i Nine Inch Nails e in quello sporco vagone della verde a Jack non può che scappare da ridere.
Sempre così, sempre coniglio, sempre pagliaccio, sempre maschera. Quanti Jack potete vedere nei suoi occhi spaesati? Crisi.

My whole existence is flawed.

-Hey Jack, perchè hai bevuto così tanto?-
-Andiamo, perchè non avrei dovuto?-
-So benissimo perchè l'hai fatto Jack, sono la tua parte razionale, non prendermi per il culo, con me non funziona-
-You get ME closer to GOD!-
-Piantala di cantare quella canzone stronzo, non saranno due segni col pennarello a farti sentire Gesù Cristo.-
-Non quando ad avermi piantato i chiodi è stata la Maddalena, giusto "amata parte razionale"? Brava, brava davvero! Fanculo a te e tutte le tue cagate, avessi sempre vissuto come l'animale che sono ora non avrei determinati problemi!-
-Ma saresti un cerebroleso, uno dei tanti.-
-Beata Ignoranza, o sbaglio? Muori, ti prego muori ragione, ti prego, o Dio, Dio che ho rifiutato, Dio che ho accettato come mio peggior nemico, Dio negato e distrutto, uccidi la mia ragione, rendimi schiavo, rendimi suo ancora una volta!-

Hai bevuto per lei.

E per chi sennò?
18 anni wow, tanta roba, e neppure capace di dare un bacio.
Fatti delle domande Jack.
Ho paura, paura di perdere tutto, te, i nostri pomeriggi, le nostre cazzate, persino i miei ritorni incazzosi a casa.

Boom Jack, Boom! Le vedi le tue interiora per aria? La vedi la milza sui binari freddi del tram? Lo vedi il lobo sinistro del cervello sulla camicia?
I broke apart my insides!
Probabilmente doveva sentirsi così Gesù Cristo sulla croce vero?
Un padre che ti lascia morire, una donna che non può far altro che piangerti sulla sabbia, un mondo che ti deride.
Voglio baciarmi le ferite, i tagli, leccarmi il vino dai polsi, ma le braccia sono troppo distanti dal mio collo.
I wanna fuck you like an animal!

Sarà sempre guerra.

domenica 3 aprile 2011

Buffo (o anche "Della Solitudine-Capitolo II")

Buffo, mi viene da ridere.
E poi ci chiediamo se ne è valsa la pena di dirsi "non ce la farò mai" o "lasciala perdere", certe cose semplicemente non riusciamo e non riusciremo MAI a controllarle.
Proprio io che mi propongo come "filosofo dell'Amore inteso come principio in sè dell'universo", dovrei tentare di fermarlo? E perchè?
Metto una canzone di sottofondo perchè, avanti, lo sapete tutti, aiuta a scrivere, o sbaglio? No che non sbaglio, e volendo mi accendo anche una sigaretta, perchè no?
E domani mi aspettano 6 ore di scuola e poi chissà cosa, e l'aria è calda stanotte e i lampioni iniziano a spegnersi. E penso a te mentre le note scorrono e la cenere cade sulla tastiera.
Vorrei ricominciare tutto da capo, vorrei.
Vorrei non averti mentito e averti presa quando potevo, e risparmiarmi tutto questo, perchè ormai è quasi un anno che sono innamorato di te, e lo sono davvero.
E, e, e.
Basta con questi "e" e questi "vorrei", basta con le imprecazioni, con le ripetizioni, con l'odio, con l'arrendevolezza, non mi sono mai arreso in vita mia e non sarà stasera, non sarà quest'anno, non sarà con te.
Non credo nella solitudine, credo nell'amore, e finchè sarà così tu sarai al mio fianco.
Le note scemano nel finale, il fuoco brucia quasi il filtro.
Ti amo.

lunedì 24 gennaio 2011

Piccoli aggiornamenti neppure tanto graditi

Che poi sono settimane che non scrivo sul blog.
Cos'è successo nel frattempo?
-la mia situazione scolastica è precipitata, addio a tutto quello che ho fatto in 4 mesi
-ho avuto la peggiore febbre della mia vita
-non dormo da 48 ore minimo
-vecchie storie si ripresentano alla mia porta e io preferisco leggere sdraiato sul divano
-nuove storie si presentano in tutto il loro sfarzo ed io non mi dò una svegliata
-il nostro paese è precipitato nel baratro morale più deleterio della storia della nostra Repubblica e io sono incazzato come una bestia e NON CI STO.
Ma dopo tutto cosa me ne frega? Detto fra noi, sono stanco di rincorrere gli Italiani, di cercare un senso al mio disperato desiderio di poter dire con orgoglio "sono un cittadino italiano", di pensare al mio futuro rinchiuso in questa penisola.
Me ne vado su a Berlino, direbbero i Ministri.
Non mi riconosco, odio guardare il mio riflesso allo specchio, non vedo altro che il fantasma di quello che ero e di quello che volevo essere a 18 anni e sono deluso e amareggiato, non è quello che intendevo, non facevo la vita così difficile.
Sono sempre incazzato, sono sempre scettico, sono sempre sarcastico, l'ironia di un tempo è andata a farsi fottere, la stima verso gli altri anche, le amicizie pure, la voglia di fare qualcosa di importante per la mia vita ha lo spessore di un foglio di carta velina.
Ma vabbè.
Insomma, prima o poi scriverò qualcosa di positivo e ottimista o no?

sabato 8 gennaio 2011

Inno al mio cuore - Giudizi Universali di Samuele Bersani.

Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza
complicare il pane
ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote ma doppiate
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo
taglia bene l'aquilone, togli la ragione e lasciami sognare, lasciami
sognare in pace
Liberi com'eravamo ieri, dei centimetri di libri sotto i piedi
per tirare la maniglia della porta e andare fuori come Mastroianni
anni fa,
come la voce guida la pubblicità
ci sono stati dei momenti intensi ma li ho persi già
Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza
calpestare il cuore
ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi come sulle aiuole
Leviamo via il tappeto e poi mettiamoci dei pattini
per scivolare meglio sopra l'odio
Torre di controllo, aiuto, sto finendo l'aria dentro al serbatoio
Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c'è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma
rimane la cera e non ci sei più...
Vuoti di memoria, non c'è posto per tenere insieme tutte le
puntate di una storia
piccolissimo particolare, ti ho perduto senza cattiveria
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo
taglia bene l'aquilone
togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace
Libero com'ero stato ieri ho dei centimetri di cielo sotto ai piedi
adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori
come Mastroianni anni fa, sono una nuvola, fra poco pioverà
e non c'è niente che mi sposta o vento che mi sposterà
Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c'è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma
rimane la cera e non ci sei più
non ci sei più, non ci sei...


giovedì 6 gennaio 2011

Della Solitudine.

Ed eccomi qua a parlare d'amore.
Perchè? Perchè devo SEMPRE parlare d'amore?
Dico, l'argomento è davvero detestabile, per chi ne parla e per chi ascolta.
Ma la mia vita non è altro, e su cos'altro posso dunque scrivere sennò?
Chiamerò questo post "Della Solitudine", almeno per non dare l'idea che parli d'amore. Bugiardo io.
Bugiardo io e bugiarda tu. Che presa per il culo, davvero.
Maledetto il giorno in cui ti ho incontrata, sarebbe stato meglio m'avessero iniettato veleno nelle vene piuttosto che imprimere la tua immagine dentro la mia testa.
8 lunghi mesi di conoscenza, 6 di clandestinità, un'estate passata a guardarci negli occhi e a sorridere sdraiati su quella schifosissima erba nella mia schifosissima città in una schifosissima giornata estiva schifosamente calda.
Vaffanculo....ora te lo dico davvero.
Ti amo, ti amo anche quando amavo lei, ti amo anche se ami lui, continuerò ad amarti finchè non arriverà qualcuna capace di prendere il tuo posto e, PORCA PUTTANA, vedi di arrivare in fretta, Signorina Rimpiazzo, perchè io qui dentro muoio ed ogni sacrosantissima volta che il mio fottutissimo cuore la pianta di piangere per te e si fa i cazzi suoi sbuchi fuori da chissà quale angolo remoto del pianeta ed usciamo.
Massì, non vedo perchè non dovrei essere seriamente arrabbiato, sono furioso, vivo quest'amore da solo da mesi e tutto perchè non ho avuto seriamente le palle di prenderti in ascensore quello schifosissimo giorno di Luglio e baciarti come non ho mai baciato nessuna, col gelato comprato al supermercato a sciogliersi sul tappetino di quel buco di merda dagli interni giallo canarino, guardandoci con la fila dell'occhio sullo specchio, tra le zanzare schiacciate e l'ammoniaca.
Ma che cazzo mi hai fatto?
Non è una lettera d'amore, è una lettera d'odio, d'odio sincero.
Ti ricordi lo Ying e lo Yang, il Tao, la relatività degli avvenimenti, tutte le mie belle parole, i consigli, la mia beneamata "saggezza" da uomo vissuto? STRONZATE
Ipermegagiganti stronzate!
Ma tanto che lo scrivo a fare? Cosa piango a fare? Uno di questi giorni ci rivedremo e come al solito farò finta di nulla e ti farò ridere e mi crogiolerò nella tua risata e penserò "Cristo, perchè non può essere mia?" e poi ti accenderai una sigaretta e mi sbufferai in faccia, in gesto di sfida e io farò il simpaticone, TUTTO PER COSA?
Per star bene un giorno si e 20 no?
Per avere ancora la possibilità di vederti?
Perchè sono un masochista inguaribile?
Forse non ne vale proprio la pena.
Forse si.

-E-

mercoledì 5 gennaio 2011

Sulla scrittura.

Giusto per precisare un paio di cose sulla scrittura e su quel che ne penso.

Chiunque abbia almeno una volta sentito l'impulso di scrivere è profondamente vanesio, non dico per forza sia un carattere negativo, ma almeno ammettiamolo se poi davanti alla penna giuriamo sincerità spirituale eterna.
Perchè scrivo?
Personalmente, senza farmi molti problemi nel pronunciarlo a gran voce su un blog che finora nessuno legge, lo faccio per vanità, come tutti gli altri.
Ammetto un certo godimento nel pensare che un'idea, frutto della mia mente, sia stata assimilata da qualcun'altro, ammetto di crogiolarmi davanti ad un "Come scrivi bene" o "mi è piaciuto davvero".
Lo ammetto.
Penso sia un passo avanti per tutti, una piccola presa di posizione.
Poi si, chiaro, magari non è il principio di tutto quel che faccio, ma un pizzico di vanità nel mio scrivere, disegnare, recitare, c'è.
Non voglio sembrare uno stronzo ora, non lo sono, ma ci tengo a ribadire quel che ho detto.

Ma cambiando discorso, vorrei parlare a te......già, proprio a te, che ti nascondi dietro maschere di fango e veleno per nascondere quello che davvero hai dentro.
Sei proprio come me, ma preferisci difenderti come un riccio a guscio chiuso.
Goditela, io continuerò a sporcare il palcoscenico.

martedì 4 gennaio 2011

"Cosa farebbe un sovrano coi suoi contadini?"

Che poi, detto tra noi, non se ne può più di sognare d'inverno.

D'estate non sogni, o se lo fai sogni per forza di scoparti qualcuno, quindi ti prendi bene e il giorno dopo, all'una di pomeriggio, ti dici "Caaaazzo, era un sogno, e adesso?".

Però ti sei preso bene.

Invece d'inverno no.

D'inverno Jack sogna sempre incontri infelici, treni e macchine che si scontrano e tante, tante enigmatiche ragazze.

E no, se proprio volevate saperlo, non se le scopa.

Ieri notte Jack ha sognato di salire clandestino su una vecchia locomotiva.

A bordo i suoi amici dell'estate, seduti a leggere squallide riviste di gossip.

Ogni tanto Jack e i suoi amici si divertono a buttare giù dal treno sconosciuti, prima di arrivare alla fermata in mezzo a un bosco, dove decidono di fare un pic-nic.

Mentre tutti si divertono ad apparecchiare il classico tavolino di legno, Jack si fa una passeggiata ed incontra una ragazza, con la maglietta rossa.

La ragazza con la maglietta rossa dice di stare con un amico di Jack, il quale, nella realtà, è davvero fidanzato, ma non con lei.

Comunque, lei e la sua maglietta rossa stanno davanti a una scacchiera, e poco dopo ci si ritrova anche Jack.

"Cosa farebbe un sovrano coi suoi contadini?", chiede lei sorridendo a Jack.

"Beh, solitamente ne sfrutterebbe il lavoro, sottraendogli totalmente il raccolto, senza ripagarlo di una lira"

"Così si comporta un giusto sovrano?". Il suo viso è sconcertato.

Jack estrae una matita blu dalla tasca e scrive sulla scacchiera, testuali parole:

IL SOVRANO DEV'ESSERE UN UOMO DALLA PROFONDA RETTITUDINE MORALE, IL QUALE NON SOLO DEVE OCCUPARSI DI RENDERE MIGLIORE LA VITA DEL CONTADINO, SENZA SFRUTTARNE IL LAVORO, MA ANCHE DI VIVACIZZARE L'AMBIENTE CULTURALE DEL SUO REGNO.

GRAZIE PER LA SPLENDIDA PARTITA A SCACCHI, SIGNORINA, HO APPREZZATO MOLTO IL SUO VISO BELLISSIMO E QUELLA SCELTA DI MUOVERE IL CAVALLO PER PRENDERMI LA REGINA.

La ragazza si alza in piedi e apre le mani come se stesse reggendo un invisibile vetro.

Jack fa altrettanto e le loro dita si uniscono, si stringono le mani. Poi la guarda negli occhi, somiglia molto alla Madonnina di qualche mese fa. Ma non ci vede la sofferenza, stavolta nei suoi occhi c'è l'emozione di vedere l'alba sul mare, della nascita di un figlio, di un primo bacio, della prima cotta, del giorno del matrimonio, le stelle sole nello spazio, un sole che esplode.

Questo vede Jack negli occhi della ragazza con la maglietta rossa, prima di svegliarsi.

Ora, al risveglio, si chiede perchè, perchè non l'abbia baciata, anche se frutto di un sogno.

Poco importa, è un altro giorno, diamoci alla realtà.

Da titolo.

Neve è la mia anima

Tempesta il mio cuore

Ove distanza tra le labbra ci separa

gemito al cuore, al petto mi leghi

dell'Ingiustizia dell'Amor Proibito.