Dai che forse sto per scrivere un romanzo, dai che ce la posso fare.
Ma nulla da fare. O almeno, così potrà sembrarvi.
Ed eccomi a discutere di uno dei miei difetti peggiori: l'incapacità di scrivere qualcosa complessivamente lungo e legato da un filo logico.
Che due palle, nemmeno Mishima ha fatto questa fine: è vero, a 16 anni scriveva paginette brevi e, permettetemi di dirlo, manco tutta 'sta gran roba, però a 18 aveva per le mani la capacità di scrivere grandi romanzi d'amore quali "Il Rumore delle Onde".
Cazzo, che bomba quel libro.
Dicevamo?
Ah si.
L'Onorevole DeBorghi, chiuso in ascensore, si aggiustò la cravatta a righe rosse e blu davanti allo specchio. Controllò l'orologio, mancavano proprio 7 minuti all'appuntamento con Mister K.
Nah, ma che porcata. Un thriller? Un Mafia-Book? Un poliziesco? Un giallo?
Come vuoi finire, come quello spazzolino letterario che è Giorgio Faletti? Eh dai, roba da tristissimi sotto-letterati di mezza età.
Vabbè, proviamoci no?
"Buongiorno, Onorevole."
"Buongiorno Silvia, novità?"
"Ha chiamato un certo Mister "Cappa", così almeno ha detto di chiamarsi ne sa qualcosa?"
"Gli dica che lo chiam....". Il fragore delle vetrate che cadono sulla moquette rossa zittì improvvisamente l'Onorevole DeBorghi.
"Ma che diav....". La velocità di una calibro 9 e ora il cervello del Cittadino Modello di Milano si ritrovava spiaccicato su un falso di Monet.
MA ANDIAMO! Ahahahahah ma vorrai scherzare? Basta, ora la finisci, prima di prenderti un ceffone.
Sè, hai ragione.
Meglio farsi un caffè.
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