Oh se ne avrei di cose da raccontare.
Di come mi perdo nei tuoi occhi e nel tuo viso, di come mi perdo nella tua bocca e nel tuo corpo, contemplandoti, tastandoti, sentendoti come brividi lungo la schiena, nuda, io nudo, come questo enorme, gigantesco, infinito universo ci ha fatti, come questo amore ci ha resi.
Buffo, scrivo solo dopo qualcosa di eclatante. Le nostre serate tragiche sono qualsiasi di simile, e sai perchè? Perchè mi rendo terribilmente conto di essere disgustosamente fragile e dipendente dal tuo amore, perchè ti difendo come la mia patria, il mio cuore, la mia vita, la mia anima, il mio dono più prezioso, la mia creazione perfetta, la massima espressione del mio successo, e finiamo sempre col renderci conto che Nulla e Nessuno sono davvero capaci di allontanarci.
Buffo, ottengono il risultato opposto. Non è come prima, non è come con le altre, i problemi non logorano, sono banali, patetici, birilli. Noi ballando, stretti insieme, li evitiamo, senza perderci di vista.
Sei bella, troppo bella per evitare gli sguardi degli altri, e allora? Tu guardi solo me, ed è questo a bastarmi.
Le altre mi guardano, (sai che sono troppo modesto, per modo di dire, per definirmi bello) e allora? Io guardo solo te, ed è questo a bastarti.
Buffo, lo vedi il mio sorriso? Ti rendi conto che non riesco davvero a togliermelo dalla faccia da quando ti ho rivista sabato? Possibile? La mia migliore amica mi sta abbandonando, problemi su problemi, preoccupazioni su preoccupazioni, e sorrido. Ma cosa mi hai fatto? Come hai fatto a rendermi l'uomo sicuro, forte, dannatamente convinto di poter vincere tutto e tutti nel tuo nome, forse anche stupidamente, ma che si batterebbe sempre per te, anche contro il cielo e il cosmo?
Quanto ti amo, ma quanto.
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