Picchietto il tappo della penna contro l'orrendo tavolino dotatomi dalle ferrovie, lo picchietto perchè fa male, fa fottutamente male questo sangue in bocca.
Un tizio baffuto seduto vicino a me mi guarda spaventato, saranno le occhiaie, i capelli lunghi e quel cerotto tra il naso e lo zigomo sinistro.
"Giuro amico, non scherzo, in farmacia erano rimasti solo quelli dei Looney Tunes", gli faccio io, sfoggiando la solita simpatia che mi contraddistingue.
Vero che sono simpatico? Dai.
Fatto sta che vi starei simpatico a prescindere, a chi non piace Daffy Duck?
L'Aura mi ha lasciato ed io, stupido Io, Mestesso, StronzoIo, sono solo stato capace di bermi tre birre, afferrare un tizio, prenderlo a calci in culo, prenderne altrettanti, farmi una Pall Mall e salire sul primo treno in Centrale.
Tra le varie destinazioni, alla fine ho deciso di non decidere e prendere uno dei tanti in partenza.
Mi trovo palesemente in una prima classe, lo capisco dal look pettinato dei tizi sulla quarantina e da come mi guardano.
Che c'è, vi spaventa un ragazzo col chiodo?
Vorrei tanto piantarvene in testa io, di chiodi (và che simpatia, pure i giochi di parole).
Chiodi.
Chiodi come quelli piantati a Cristo sulla croce, chiodi come quelli che saldano un pezzo all'altro della cassettiera.
Mi piaccioni i chiodi, sembrano tenere in piedi il mondo, incollare il concetto al corpo, i chiodi sono i guardiani dell'ordine.
"Signore, esponga il biglietto prego."
La Controllora è un cesso sulla cinquantina, taglio menopausa, occhiali tondi stretti, tinta bionda più finta di un sondaggio del Centro-Destra.
"Vede........
.............vede signora, le dico la verità." (Ohohoh, ci siamo, eccomi, la verità, evviva, tutti pronti a spararne una grossa!)
"La mia ragazza sta per partorir-"
"Mi dia immediatamente i documenti. Sono sessanta euro di multa più ventinove per il prezzo del biglietto."
QUANTO??
"Mi ascolti, signora! Sto parlando a una madre, o almeno a un essere umano?"
Scoppio a piangere. Sei anni di teatro spesi bene.
"Come farò, come farò a stringere la mano della madre di mio figlio nel momento più importante della nostra vita?"
Avrei voluto davvero avere dei figli con L'Aura.
Comprare una casa, con camino.
Avere un lavoro normale, un SUV, un giardino con un canestro per giocare coi bambini.
Ma L'Aura mi ha lasciato e, insomma, ora abbiamo un figlio immaginario nella testa della Controllora.
"........Non lo faccia più. E congratulazioni.", dice sbuffando.
Sorrido.
Fottiti vecchia troia.
Che ne sarà ora del piccolo?
Che ne sarà di suo padre, dove andrà, quante volte perderà L'Anima?
Siamo così, specchi delle nostre delusioni.
Siamo incubi.
Nessun commento:
Posta un commento